le de-motivazioni della cartolaia

La mia amministrazione, attraverso l’ufficio scuole, chiede a noi, e anche agli altri colleghi cartolibrai, di fornire il dettaglio della scontistica che applichiamo sulla fornitura dei libri di testo. La letterina, a firma dell’assessore di competenza del settore delle politiche educative (avrei voluto scrivere competenza tra virgolette, poi ho lasciato perdere), oltre a spiegare, come se non lo sapessimo tutti, che stiamo attraversando un pesante momento di crisi economica, con conseguente difficoltà delle famiglie nell’affrontare spese che dovrebbero essere di normale amministrazione, sottolinea quanto sia indispensabile il coinvolgimento di tutti gli interessati nella crescita formativa dei nostri ragazzi, e che quindi anche per le aziende del settore la politica di sconti e promozioni può essere un modo per “praticare una responsabilità sociale di impresa, investendo sulla formazione e sul futuro dei giovani.” (tra virgolette, perchè questa frase è talmente bella, e non è mia, ma estrapolata così com’è dalla letterina, che ho sentito il bisogno estremo di riportarla fedelmente).

Nella mia cartoleria gli sconti si fanno, in certi periodi, per certe ragioni, non certo dietro sollecitazioni, ma per politica aziendale e basta.

Il cartolaio non è un filantropo, non è un benefattore, non è uno che lavora per semplice voglia di far felici gli altri. Il cartolaio è un lavoratore, che nel periodo della scolastica si spacca le natiche e la schiena, per un ricarico sui libri di testo di ben il 18-19%, speso in benzina, in giro come le merde nei tubi per tutta Torino, con ore e ore passate presso i distributori di libri. Il cartolaio sui libri non guadagna uno spillo. Il servizio dei libri di testo si fa perchè fa parte delle forniture scolastiche, e per me, che sognavo di lavorare in libreria fin da quando mi sono accorta quanto mi piacesse il profumo della carta, è un po’ essere vicina a quel mondo, anche se poi non mi occupo di altro genere di libri, vista la vicinanza a vere librerie.

È il principio quello che mi fa arrabbiare. Non è attraverso la politica degli sconti che si risolve il problema. Serve a creare la guerra dei cartolai, con la lotta all’ultimo percento in meno di qua e di là, e soprattutto una lotta con i giganteschi ipermercati, che ogni anno propongono sconti fantascientifici sui libri scolatici.

Quando vedo che il totale di spesa per libri scolastici di una prima liceo scientifico è di € 351,75, a fronte del tetto di spesa fissato a € 315, mi chiedo se posso io, cartolaia, non benefattrice, ma lavoratrice, risolvere il problema di quella famiglia che iscrive suo figlio alla prima superiore, con uno stupido sconto del cazzo.

E la scuola media, prendo tre classi a muzzo: la 1^: € 229,70 – la 2^: € 137,40 – la 3^: € 141,7.

Penso che fare una politica di sostegno alle famiglie sia indispensabile, ma attraverso mezzi molto più semplici, a misura di persona. Per esempio promuovendo il libro usato, in comodato d’uso, cercando di non cambiare testo ogni tre per due, solo perchè è stata rinnovata una copertina e sono state aggiunte tre pagine per giustificare una nuova edizione. Un Promessi Sposi è sempre un Promessi Sposi: Manzoni lo ha scritto 150 anni fa, più o meno, non mi ricordo con esattezza e non ho voglia di cercare su google, e il testo originale è sempre lo stesso. Usare un Promessi Sposi anche vecchio di qualche anno non dovrebbe essere un problema. Potrebbe essere anche simpatico usare il testo di papà. Invece vengono richiesti dei testi specifici, di tal casa editrice, curati da tizio o caio. Forse anche gli insegnanti dovrebbero essere sensibilizzati quando propongono le adozioni.

Le forniture per i libri di testo della scuola primaria, che sono completamente a carico del comune, vengono rimborsate al cartolaio dopo l’emissione della regolare fattura: i testi vengono forniti agli studenti a settembre, anche prima dell’inizio della scuola, perchè le insegnanti lo gradiscono, e vengono pagati dal cartolaio cash, immediatamente, mentre il rimborso comunale avviene indicativamente a Natale, se tutto va bene; qualche volta siamo arrivati a gennaio.

In casi di disagio economico anche i testi per la scuola secondaria vengono sussidiati: in questo caso sono le famiglie a ricevere direttamente il rimborso.

In casi straordinari, quando l’utenza non ha la possibilità di acquistare i libri neanche a fronte di un rimborso che arriverà, ci è stato chiesto di sopportare direttamente, come azienda, la fornitura dei testi per ragazzi delle scuole medie, con rimborso diretto alla cartoleria da parte della Regione attraverso il Comune. Lo abbiamo fatto, faticosamente, e svariate volte, in undici anni di cartoleria. Chiudo con questa chicca personale: ebbene, in questo momento aspettiamo ancora € 119 euro spesi un anno fa per un ragazzo di 2^ media. Io a Cota non telefono. Però so che vorrei dirgli un paio di paroline simpatiche, senza sconto, aggratis, senza neanche la pretesa del rimborso.

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