lannocheverrà

Evvai con gli auguri di fine anno. Tanto è così che si deve fare, obbligatori auguri, spesso non sentiti, ma se s’ha da fa’, s’ha da fa’. Quindi. Orbene, finalmente volge alla fine questo meraviglioso anno demmerda, che anche se fosse durato un solo istante già troppo sarebbe stato. Ma perché il prossimo sia diverso, bisogna metterci un po’ d’impegno. Quale momento migliore per mettere un timbro sugli impegni, se non questo? Però le cose devono cambiare.

Allora.

Smettiamo di leggere libri. Troppa, troppa cultura. Ti fanno pensare, fermare su frasi o su singole parole, non ti fanno dormire quando sei lì, sul più bello, e sul più bello capita troppo spesso. Basta regalare libri, girare per librerie con aria sognante. Sul comodino è finalmente finita con la colonna di libri da leggere. Lo spazio per un tablet è più che sufficiente, candy crush e via, sgombra la mente e favorisce il sonno. Ruzzle lo eliminiamo, che è già troppo difficile: prevede che si conosca l’ortografia, e d’ora in avanti potrebbe non essere fondamentale. Già che ci siamo freghiamocene dei condizionali e dei congiuntivi, e poi, vai, usiamo finalmente ‘sto cazzo di piuttosto come ci pare.

Smettiamo di andare al cinema. La tivù è tanto, tanto bella. Scalda le sere d’inverno con le stelle ballanti, con lotterie, con pacchi e conduttori sempre uguali, con cuochi ad ogni ora, che tu possa preparare colazioni pranzi e cene spendendo 5 euri in tutto. E gli oroscopi, meno male, senza i consigli delle stelle non sapremmo davvero cosa fare il giorno dopo. La tivù poi rinfresca le estati con le repliche della signora gialla e di film imperdibili, visti e rivisti seimila volte da saperli doppiare, spericolati voli dei top gun, eleganti gentiluomini ufficiali, ghost che parlano con sensitive improvvisate che indossano fantastici, ma proprio fantastici orecchini.

Smettiamo perdio di parlare di cose serie. Ebbasta con le discussioni sui figli, sul lavoro, e sui mille problemi esistenziali da indossare la mattina come la ciabatta destra o sinistra appena scesi dal letto, che le ciabatte esistenziali ci han ben rotto le balle.

Basta preoccuparsi della spesa, di acquistare cose sane, di cucinare con le proprie mani. Vai di surgelati saltati nella padella in 4 minuti, liofilizzati imbustati, insalate lavate insacchettate, polli incellofanati direttamente nel microonde, sughi pronti, che anche se hanno tutti lo stesso sapore, cosa importa?, sai quanto tempo risparmiato da poter dedicare a candy crush?

Parliamo di cazzate, oh, finalmente. Di scarpe coi tacchi. Alti, strani, glitterati, plissettati (esistono?), di quelli che anche se i piedi urlano non importa, perché l’unica cosa che importa è che si notino. Dei vestiti fighissimi che abbiamo visto in vetrina, su quei manichini ai quali faremo di tutto per assomigliare, e quindi parliamo di diete, dei due chicchi di riso che – soli- mangiati a pranzo e cena ci consentiranno di essere perfetti manichini per vestiti fighissimi. Del gossip, di chi va a cena con chi, di come si veste quello lì, dove vanno in ferie quelli là, insomma roba da rivista da leggere dalla parrucchiera. Ecco, di capelli: e biondi, e rossi, e shatushati, ricci e gellati, boccolosi, rasati, e morbidi, molto morbidi. Di botulini e di collagene, di tette rifatte, di celluliti finalmente debellate, di creme e profumi.

Le domeniche pomeriggio, sì, passiamole al centro commerciale, dai. Un po’di qua, un po’di là, qualche scala mobile e un sano burger di plastica e pane finto, vagando per corridoi pieni di gente dall’aria triste.

E che la pagina fb sia sempre aggiornata come si deve. Perché se posti una gran foto, sai quanti mi piace ti becchi? Questa sì che è una roba da curare bene, così alla fine del prossimo anno il simpatico regalino che fb ci farà sarà un memorabile reportage di momenti perfetti, che potremo spiattellare in tutte le bacheche rompendo i coglioni all’universo intero con

è stato un anno meraviglioso! Grazie per aver contribuito a renderlo tale.

Parliamo dei maschi. Tra noi donne, intendo. Guardiamoli e facciamo apprezzamenti, o deprezzamenti se serve, ma basta far attenzione alla loro intelligenza, se sono sensibili, colti, se sanno parlare ed ascoltare, tutte quelle robe lì che fino a ieri ci avevano convinte. Troviamoci fidanzati buzzurri invece, mica si può credere sia bello passare del tempo con una persona con cui pensare troppo, parlare troppo, magari di libri, o di film, se le cose devono cambiare, cambino, no? E smettiamo di parlare con loro, che non ascoltano o fanno finta di non ascoltare, veri maschi sono, mica han tempo da perdere dietro alle minchiate che noi femmine ci facciamo girare per la testa. Cioè, anche loro hanno il loro daffare: e la palestra, e il bar, e la partita.

L’anno scorso con gli auguri sono stata seria, molto più seria.  Però l’anno prossimo sarò invasa dalla saggezza estrema di un compleanno pesante, quindi rivendico di diritto di sparare tutta questa serie di stronzate, tiè.

Bon, vado a letto a leggere, che c’ho una pila di libri sul comodino. Sono una tipa molto decisa, e sicura di quello che dico. Lo sarò anche il prossimo anno.

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