Comunicazione

C’era una volta la carta da lettere. Con disegnini, cuoricini, e tutta una serie di robe che finiva in ini.

Ne ho consumata a quintali, e ne arrivava a quintali. Dalle ferie si tornava a casa con l’elenco degli indirizzi e prendeva il via il gioco dello scribacchino frenetico, che almeno una volta alla settimana ti faceva trovare nella buca delle lettere notizie di amici vecchi e nuovi. Qualche volta ho addirittura pagato una multa per le stronzate che, oltre che stare all’interno, chiuse dignitosamente e nascoste agli occhi del mondo, tappezzavano anche l’esterno delle buste,  purtroppo, evidenti agli occhi del postino, che sicuramente si faceva grasse risate, e di mia madre, che non so cosa pensasse, ma sicuramente niente di buono. Qualche volta erano lettere di confidenze “da femmine”: fidanzati, amori incompresi, bravate da quindicenni, segreti segretissimi da condividere con l’amica lontana; altre volte love letters “da maschi”, che di love non ne contenevano tanto, ma piuttosto giri di parole tipiche del corteggiamento imbranato, noioso; altre ancora  di ipotesi di incontri, come definirli, coloriti, condite di disegni inequivocabili, parole spinte che si supponeva usassero i grandi, promesse di cose che allora non si sapeva nemmeno vagamente come si facessero. Queste ultime erano le lettere che andavano buttate via, e anche velocemente, per evitare cadessero in mani familiari, e dover poi dare spiegazioni su profferte tanto audaci quanto idiote. Le altre invece si conservavano, in un cassetto specifico, catalogate, magari tenute insieme da un bel fiocchetto colorato. Anni 70. Beh, quelle sconce anche più in là.

Gli anni delle lettere son durati un po’, fortunatamente più tardi edulcorate dalla maturità, e diventavano momenti di comunicazione belli, contatti tra persone lontane, negli anni in cui ancora fare una telefonata extraurbana costava  più del francobollo.

Poi è arrivato internet. Ecco la velocità, la comunicazione via mail, il contatto quasi costante e lo scambio veloce, manco fossimo a tre metri di distanza.

E poi più tardi i social. Amati e odiati, utili e inutili, stupidi ed intelligenti. Per lavoro e per svago. Per tenere compagnia. Per informarsi. Per pubblicizzarsi. Per guardare il mondo da una finestra.

Non è velocità: è immediatezza. Arrivi subito, ricevi subito, non scappi a nulla e nulla ti scappa. E la messaggeria può dare il meglio di sé. La chat è veloce, il contatto immediato, gli amici lontani son sempre vicini,  i corteggiatori timidi si scoprono pieni di coraggio, quelli spavaldi danno il meglio di sé.  Questi poi,  vanno subito all’osso con poche parole. Tipo quattro: voglio scopare con te. O qualcuna di più, magari più subdola: mi piace fare quattro chiacchiere, magari davanti ad un buon piatto e a un bicchiere di vino. Sono, aspetta che le conto, 17 parole, escluse le virgole, che vogliono dire la stessa cosa, ma sono molto molto più per bene. Scoppiano anche storie d’amore. Si sa per certo che tra un acquario da pulire e pesci da sfamare scoccano scintille che vanno, per esempio dall’Italia al Michigan, con voli transoceanici a cadenza semestrale  più o meno, ad alimentare passioni travolgenti e anche di durata considerevole. L’acquario è pieno di alghe, i pesci galleggiano, ma le scintille tengono.

Mister Fb è diventato il più diffuso modo di comunicare, e se vuoi puoi anche risparmiare il tempo di aprire la chat. Fai una foto col cellulare, e voilà, pubblichi in un amen. E tutti sanno in tempo reale che  c’hai le palle girate, che stai andando al mercato, che prepari una torta, che mangi il sushi, che hai bucato la ruota della bicicletta, che ti è morta la  lavatrice, che ami i gatti, che ti fanno schifo i cachi, che vai in vacanza, che torni dalla vacanza, che hai il ciclo, che mastichi il cicles, che  piove, che  ci sono 37 gradi. Scopri degli altri che sono tristi, che odiano il lunedì, che amano il venerdì, che vanno in vacanza, che tornano dalla vacanza, che bucano la famosa ruota della famosa bicicletta, che guardano film, che leggono libri, che sono innamorati, che hanno mandato a cagare il fidanzato, che hanno saturno contro,  che giove gli sorride, che vanno a dormire e che si svegliano, e ti dicono buongiorno, e buonasera, e buon pomeriggio, manco fossero sul set di Truman Show.  Ci sono poi un sacco di pagine create apposta per diffondere aforismi moderni, parole di profondi filosofi, pensatori dei tempi moderni e comunicatori senza peli sulla lingua: basta schiacciare il tasto condividi, così che tutto il mondo virtuale sappia che tu quel giorno ti senti così o ti senti cosà, per diffondere pensieri profondi, per esprimere rabbia e felicità, per prendere per il culo qualcuno, per prendere posizione su quel che si sente al telegiornale o si legge sui giornali, o per commentare seriamente o ironicamente notizie di vario genere. Oppure ancora per mandare messaggi sibillini a qualcuno, parlando con le parole degli altri.  Conosci a Lello? Citazione inevitabile da Ricomincio da tre.

Certo che un sano biglietto nella bottiglia era più affascinante per mandare un messaggio che non si aveva il coraggio di dire a voce. Forse però questo strano e insulso modo di parlarsi qualche volta è anche utile: non si spreca fiato, e neanche inchiostro, e principalmente il proprio tempo.  Soprattutto è veramente sintomatico di come siamo nella realtà, anche se ci muoviamo con grazia nel mondo della finzione. Siamo stupidi e pigri, e ci perdiamo qualcosa per strada.

La coerenza è una gran cosa, è il ridicolo è che lo sappiamo, ma che pubblichiamo cose del tipo:

12246918_1211803558834462_6454105840034677402_n

Ah beh, mandare fb come messaggero è atto di estremo coraggio invece.

Però ammetto che è tutto più semplice. Se qualcuno ci sta estremamente sul culo e avvertiamo il forte desiderio di cancellarlo dalla faccia della terra,   è pieno di modi per dirlo. Tipo questo:

10406440_859874567463701_2099427071787321176_n

 

Oppure possiamo esprimere il nostro disappunto per i periodi complicati della nostra vita:

12193607_860877024030122_6923273521050319625_n

 

O per esprimere la nostra infinita riconoscenza ad amici importanti:

11693921_865551660229325_4890318507546164994_n

 

Oppure, se si vuol manifestare un sentimento a qualcuno, ma non si sa da che parte cominciare:

12191945_862808287170329_431474737441475067_n

 

Oppure se siamo affranti e nessuno ci calcola, si può comunicare con il mondo e fare la vittima così:

1450777_742097782471711_2146198977_n

 

Oppure si  possono trovare le risposte a domande con le quali ci si lambiccava il cervello da tempo, chiedendosi perché qualcuno con cui si è trascorso del buon tempo, improvvisamente sparisca dalla nostra vita, da un giorno all’altro:

12241508_864074400377051_3446697335299795950_n

 

E si può, con un semplice clic, rispondere serenamente:

8298c51763fe643234af335cdfac3c05

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...