Villa Arzilla

Villa Arzilla in questi giorni è silenziosa. Fa molto caldo, il sole è alto, il cielo libero da nubi. Teniamo le imposte e le voci abbassate, ognuno ascolta dentro di sé e resta nel proprio silenzio. È un silenzio che fa male, che urla la rabbia più grande, la tristezza, la disperazione, la malinconia.

A Villa Arzilla c’è sempre rumore. C’è la risata squillante, la ridarola compulsiva, la risata fino alle lacrime. C’è musica, tanta musica,  sempre musica, e ballerine e ballerini senza freni, e serate nelle piole, nelle bocciofile dalle tovaglie a quadretti, e scorre il vino a litri, che i bicchieri vuoti non ci piacciono proprio. Ci sono racconti di storie appassionanti, a puntate, ed ogni puntata è più appassionante che mai, serate interminabili di parole, abbracci, confidenze, e anche discussioni serie, che mica siam solo caciaroni.

Questo è un momento faticoso, incomprensibile, ma torneremo. Perché talvolta siamo sfatti, e in questo momento non siamo tanto arzilli, ma siamo stretti, strettissimi, questo è sicuro. Torneremo a ballare e ad abbracciarci, torneremo nelle bocciofile che amiamo tanto, torneremo col sorriso, torneremo con i boa di struzzo, e quando ci porteranno il vino alzeremo il nostro bicchiere (anche quella là che beve solo coca cola) e si farà un brindisi. Forse qualcuno si commuoverà, ma sarà il sorriso ad avere la meglio, perché siamo fatti così, e sarà il brindisi più bello che mai.

Sarà per te. Sarà il nostro abbraccio.  Per sempre.

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